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19 dicembre

Dancing Bass

con Elisa Barucchieri & Ensemble Ferrabosco

Elisa Barucchieri, danza; Vanni Rota, violino barocco; Luciana Elizondo, viola da gamba; Gioacchino De Padova, viola da gamba; Paola Ventrella, tiorba; Gilberto Scordari, clavicembalo e organo

musiche di Michele Mascitti e Heinrich Herlebach

Le tante invenzioni musicali del barocco sono percorse dal filo rosso di un pensiero che lega il suono alla parola poetica in modi nuovi: la Teoria degli Affetti, cioè la possibilità di suscitare emozioni secondo percorsi strutturati di gesti sonori.

L’utopia di un vocabolario musicale dei moti dell’animo, già immaginato dalla filosofia antica, trova la spinta decisiva nel basso continuo, cioè il ‘basso che contiene’, la scienza armonica alla base della musica moderna.

Questo nuovo ‘strumento’ crea il campo fertile della musica rappresentativa, del racconto in musica, non solo sul palcoscenico vero e proprio dell’opera, ma anche nei generi extra teatrali, nella Cantata soprattutto, e si estende persino alle musiche senza testo, ai generi strumentali e alla danza.

Il principio della messa in scena dei moti dell’animo, inventato nel ‘600 ed esploso nel ‘700, ritorna costantemente nell’arte europea nei modi più diversi e permette accostamenti sempre nuovi, come in questo programma in cui si incontrano con sorprendente facilità la musica del barocco e la danza moderna.

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20 dicembre 

I fiori di Telemann

con Ensemble Festa Rustica

Giorgio Matteoli flauto dolce; Enrico Di Felice flauto traversière; Matteo Scarpelli violoncello; Luca Ambrosio cembalo

musiche di G. Philipp Telemann e Pierre Prowo

Quando a Lipsia Telemann riceve i primi applausi è ancora un giovinetto, innamorato perdutamente della musica. Molti anni dopo, ricordando quei giorni, racconta le perplessità che sua madre aveva manifestato circa le sue intenzioni di abbandonare gli studi giuridici per dedicarsi alla composizione:

Pensavo allora a mia madre, i cui desideri avevo sempre rispettato, quando mi arrivò da lei una somma di dananro. La rimandai indietro, le raccontai come stavano ora le cose e la pregai di cambiare idea riguardo la mia musica. Ella benedisse la mia carriera.

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21 dicembre

Vivaldiana

con Ensemble Accordone

musiche di Antonio Vivaldi

La raccolta delle sonate dell’Opera II conobbe vasta diffusione internazionale a partire da 1711, quando l’editore Roger pubblicò una edizione con il procedimento noto come incisione su rame, molto elegante alla vista e molto meglio leggibile delle stampe a caratteri mobili a cui l’editoria italiana era ancora legata.

Si faceva strada nell’Europa del nord il mercato degli “amatori di musica” che di fatto apriva nuove possibilità commerciali alle edizioni musicali, fino a quel momento finanziate da benefattori e destinate a una circolazione limitata. A riprova di questa nuova diffusione presso i musicisti dilettanti, osserviamo che la numerica del basso continuo, praticamente assente nell’edizione italiana, diventa sovrabbondante in quella di Roger.

Famoso resta il caso di un concerto destinato a Dresda in cui Vivaldi, evidentemente indispettito dalle precisazioni richieste da un pubblico di fruitori non professionisti, esplicita la numerica di un semplice passaggio annotando: “Per li Coglioni”.

Numerose da quel momento furono le ristampe, autorizzate o no, che garantirono a Vivaldi stima e successo in tutta Europa, prima di sprofondare nell’oblio per circa due secoli, fino alla riscoperta e consacrazione definitiva, avvenuta nel corso del Novecento.

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23 dicembre

Ohimé dov’è il mio bene

con Ensemble Meridies

Annamaria Bellocchio, soprano; Vanni Rota, violino; Valerio Latartara, violino; Gioacchino De Padova, viola da gamba; Pino Petrella, chitarra e tiorba; Antonio Magarelli, clavicembalo; Gaetano Magarelli, organo

Musiche di Claudio Monteverdi

Quando Monteverdi arriva a Venezia (1614) trova una città in crisi, non più così splendente nei commerci e negli affari e non più egemone nei rapporti con le potenze europee e con l’Impero ottomano. Ne risente la vita culturale della città, l’arte più di ogni altra cosa è ripiegata sui fasti perduti. Eppure è quello il luogo e il tempo nei quali il Divino Claudio lascerà alcune delle pagine di musica più sorprendenti, rinnovando i modi della poesia per musica, cogliendo dal luminoso passato recente quel che gli occorreva per inventare tutto il nuovo. Il moderno compositore compone sopra li fondamenti della verità, parole sue, e la verità era ancora una volta la parola poetica. I 3 Duetti di questa sera sono di quegli anni, creati con quello slancio.

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