Tag: Animamea 2015

LA MANO DELL’ARCO

Il concerto dell’Academia Graecensis si propone di grande interesse perché i musicisti suonano con questa tecnica seicentesca di raro ascolto, con i violini al petto e il basso di violino suonato in piedi. E suonano un repertorio di autori vissuti tra il Sedicesimo e il Diciassettesimo secolo non frequente nelle sale da concerto.

GALILEO E LA LUNA

Un nuovo spettacolo ispirato alla vita di Galileo Galilei, in occasione dell’Anno Astronomico e del quattrocentesimo anniversario dell’invenzione del cannocchiale. Il collage di musica e testi illustra nell’itinerario dell’uomo e dello scienziato il tema sempre attuale della lotta per l’autonomia della scienza, in un caleidoscopico intreccio dai toni patetici, accorati, ma anche istrionici o comici.

GAYANEH E ALTRE STORIE ARMENE

Molto usata anche nel cinema, da Billy Wilder, Woody Allen e Joel Cohen, la Danza delle spade è il brano più celebre del compositore armeno Aram Khachaturian. Ed è tratta dal balletto Gayaneh, dal nome della giovane contadina protagonista della storia che ispira il titolo di questo progetto sonoro dell’Ensemble ’05 nel centenario del genocidio armeno.

ITALIAN SOLACE

La viola da gamba lega con un filo rosso Italia e Gran Bretagna tra XVI e XVII secolo. Alcune famiglie di solisti e compositori italiani si trasferiscono in Inghilterra e vi inaugurano scuole che sono all’origine del successo oltre Manica dello strumento. Nasce una “lingua musicale”, che si intreccia continuamente con la ricerca sui “modi del canto”.

PATARAG Voci dall’Armenia

Poco si conosce della musica e dei compositori armeni, popolo travagliato e noto alle cronache soprattutto per i tragici eventi del 1915 e la successiva diaspora. Il concerto è un’occasione per ascoltare una composizione di Padre Komitas (Komitas Vardapet), un religioso vissuto a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, attento studioso del folklore, tuttora ricordato come il «Bartòk armeno».

OPUS NUMBER ZOO

Ecco un programma dedicato agli spettatori più giovani, che spazia dalla musica salottiera ottocentesca a quella di autori che più hanno sperimentato nuovi linguaggi nel Novecento. Il fulcro e punto di partenza di questo percorso musicale è la singolare opera di Luciano Berio dalla quale prende il titolo il concerto, Opus Number Zoo.