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ALLE GUERRE D’AMORE

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Le affinità e le sintonie tra musiche diverse si giocano su molti piani, sia interni che esterni alle opere: lo stile, le circostanze o le modalità sociali dentro le quali si sono generate, il tipo di ascolto a cui sono abitualmente sottoposte o i mestieri che concorrono a realizzarle. Dall’estetica alla sociologia, dalla psicologia all’etnologia, molti discorsi provano a dirci qualcosa su apparentamenti ed estraneità musicali.

L’esercizio della Storia della Musica, sebbene si svolga sul terreno apparentemente ordinato delle cronologie, si traduce spesso in spiegazioni che restano al di qua delle opere musicali: in ogni momento del passato storico sono ‘accadute’ musiche talmente diverse tra loro che nessuna storiografia potrà mai illuminarne un senso condiviso.

All’inverso accade pure che opere lontanissime nel tempo si incontrino, non per prossimità di lingua ma, per così dire, dentro un comune orizzonte emotivo: è un modo di operare in quella complessa segnaletica espressiva a cui il Seicento italiano dette il nome di teoria degli affetti e che oggi rigenera un altrettanto complesso modo di suonare, una prassi esecutiva.

Alle Guerre d’Amore fu proposto così a Gianvincenzo Cresta, confidando in eguale misura sulla maestria e sul sentire comune, sulla duttilità del suo procedere di compositore e, appunto, sugli affetti che si animano nella sua musica. Il bello della sfida è che, senza supporti di programmi o manifesti estetici, non si fa alcun appello se non all’opera e a chi la fa suonare.

Gioacchino De Padova

Programma della serata

Gianvincenzo Cresta T’ho cercato
Cor mio deh non languire Luzzasco Luzzaschi
Gianvincenzo Cresta Il tempo del canto
Alla guerra, alla guerra d’amore  Sigismondo d’India
Correnta quarta Salomone Rossi
Sonino Scherzino G.Girolamo Kapsberger
Gianvincenzo Cresta Come vagabonda
Su la cetra amorosa Tarquinio Merula
Gianvincenzo Cresta Come sigillo
Ohime dov’è il mio ben, Romanesca a 2 Claudio Monteverdi
Toccata II Arpeggiata G.Girolamo Kapsberger
Gianvincenzo Cresta
Aprì la porta
Crud’Amarilli
Sigismondo d’India
Chiudesti i lumi, à 5 per le Viole Domenico Mazzocchi
Il bianco e dolce cigno Jacques Arcadelt
Gianvincenzo Cresta Ai suoi occhi

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VIOLON ACROBATIQUE

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Dedicato a Jean Marie Leclair (1697-1764), nel 350esimo della morte, questo programma comprende quattro composizioni, una per ciascuno dei suoi quattro Livres des Sonates à violon seul avec la Basse Continue, pubblicati nell’arco 20 anni (1723, 1728, 1734 e 1743).

L’ultima Sonata in programma fu eseguita, in una trascrizione per orchestra e accanto ad un De Profundis di Mondonville, in onore di Leclair, dopo la sua morte, nella celebre rassegna parigina de Les concerts spirituels, per la quale Leclaire aveva suonato moltissime volte.

Leclair aveva studiato a Torino con Somis ed aveva incontrato Locatelli a Kassel: di quest’ultimo si intravede l’influenza nel terzo Libro di Sonate. Dopo l’impiego di Ordinaire de la musique du roi, il più prestigioso, alla corte di Louis XV fu al servizio della Principessa Anne d’Orange ad Amsterdam, e a lei dedicò il suo ultimo Quatriéme livre de sonates.

Le Sonate in programma vengono eseguite in alternanza con singoli brani tratti dalle Suites pour Clavecin di Jean Philippe Rameau, morto nello stesso anno di Leclair.

I due compositori, entrambi strumentisti eccellenti e ballerini, nella migliore tradizione d’oltralpe, venivano dalla provincia, dove si formarono prima dell’obbligatorio viaggio in Italia e della carriera parigina. Leclair e Rameau rappresentano l’apice della musica francese prima della Rivoluzione. Nell’anno della loro scomparsa Mozart visitò per la prima volta Parigi: un’altra Rivoluzione era alle porte.

Programma della serata

Jean-Philippe Rameau Premier Livre De Pieces De Clavecin (Paris, 1706) Prélude en la mineur
Jean-Marie Leclair l’aîné Premier Livre de Sonates a Violon Seul avec La Basse Continue (Paris, 1723) Sonata I en la mineur Adagio – Allemanda Allegro – Aria Gratioso – Giga Allegro
Jean-Philippe Rameau Pieces De Clavessin Avec Un Methode Pour La Mechanique Des Doigts (Paris, 1724) Le Rappel des Oiseaux / Musette en Rondeau / Tambourin en mi mineur
Jean-Marie Leclair l’aîné Second Livre de Sonates Pour le Violon Seul et pour la Flute Traversiere avec La Basse Continue (Paris, 1728) Sonata II en Fa majeur Adagio – Allegro ma poco – Adagio – Allegro ma non tropo
Jean-Marie Leclair l’aîné Quatrième Livre de Sonates a Violon Seul avec La Basse Continue (Paris, 1743) Sonata VI en La majeur Andante Spiritoso – Allegro – Sarabanda Largo – Allegro assai/Presto
Jean-Philippe Rameau Nouvelles Suites De Pieces De Clavecin (Paris, 1728) Gavotte avec six Doubles en la mineur
Jean-Marie Leclair l’aîné Troisième Livre de Sonates a Violon Seul avec La Basse Continue (Paris, 1734) Sonata VI en do mineur, jouée après la mort de Leclair en mémoire du compositeur Grave – Allegro ma non tropo – Gavotta Gratioso Andante – Allegro

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RAPPRESENTAZIONE DI ANIMA ET DI CORPO

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…alcune singolari e nuove composizioni di musica, fatte a somiglianza di quello stile col quale si dice che gli antichi Greci e Romani, nelle scene e teatri loro, soleano muovere gli spettatori a diversi affetti… [Emilio de’ Cavalieri] ha potuto con la sua industria e valore ravvivare quell’antica usanza (Alessandro Guidotti, nella dedica al Cardinale Aldobrandino)

E’ tutto in queste parole l’equivoco geniale che nel giro di pochi mesi portò un gruppo di musicisti e letterati, tra Roma e Firenze, ad inventare l’Opera, il Melodramma, o per meglio dire la sua primitiva concezione del Recitar Cantando.

Equivoco perchè per Emilio de’ Cavalieri, Iacopo Peri, Giulio Caccini, Ottavio Rinuccini, Vincenzo Galilei, la cosiddetta Camerata dei Bardi, come fosse musicata l’antica tragedia greca era poco più che una fantasia. Ne avevano notitia vaga, come del resto noi ancora oggi. Ma ciò nonostante con quella fantasia in testa in pochi mesi crearono la Rappresentazione di Anima et di Corpo a Roma e le due Euridice a Firenze.

Geniale perchè si canta tutto, come sintetizzò Da Ponte centocinquant’anni dopo: significa segnare sulla partitura non solo i suoni che da sempre e dappertutto avevano condito una rappresentazione teatrale, ma anche i tempi della recitazione, la regia dell’azione. Non più solo teatro con musica, ma teatro per musica: piccola differenza dalle enormi conseguenze; non l’aveva fatto nessuno prima e nacque l’opera, ancor oggi l’unico genere di spettacolo interamente strutturato sul tempo musicale.

Nel corso dei secoli XVII e XVIII, con le tante varianti del Melodramma serio e buffo, diventò normale che un’intera rappresentazione a teatro fosse ininterrottamente accompagnata dalla musica; ma inventarlo, in quel fatidico anno 1600, fu una delle arditezze di cui è costellata la storia della musica italiana.

Gioacchino De Padova

Programma della serata

Rappresentazione di Anima et di Corpo posta in musica dal Sig. Emilio de’ Cavalieri per recitar cantando su libretto di Agostino Manni.
Prima rappresentazione a Roma Oratorio della Chiesa Nuova (Santa Maria in Vallicella), febbraio 1600.

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DEBUSSY VERSO L’ISOLA DI GIAVA

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Il rapporto con l’Oriente vicino e lontano ha una lunga storia che attraversa almeno quattro secoli della musica colta occidentale: dall’immaginario moresco del primo barocco fino a Debussy e Ravel, passando per Les Indes Galantes di Rameau, la musica occidentale ha sempre teso l’orecchio all’Oriente. Prima che il mercato inventasse la Word Music, l’Oriente, vero o inventato, ha sollecitato costantemente la creazione musicale occidentale.

Emanuele Arciuli propone uno sguardo su uno di questi incontri, che nel 1889 accese l’interesse di Debussy in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, dove il compositore francese ascoltò un Gamelan di Sundra, nell’Isaola di Giava.

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SACRE STRAVAGANZE

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Dall’amore e la passione per la musica napoletana del ‘700 nasce il progetto Sacre Stravaganze, teso alla scoperta ed esecuzione di splendide composizioni sacre, inedite ed ingiustamente dimenticate, del barocco napoletano.

Proprio nell’arco del ‘700 la città di Napoli diviene il luogo di una perfetta sintesi tra tradizione e innovazione, dove l’esperienza del Sacro, il sentimento religioso popolare e il lirismo operistico carico di pathos partenopeo si incontrano.

In omaggio ad una tale meravigliosa vivacità e creatività musicale, AbChordis propone al pubblico di Anima Mea per il secondo anno consecutivo una puntata di questo work in progress, con alcune delle migliori pagine del repertorio sacro e strumentale di grandi maestri della Scuola Napoletana, tra i quali ci sono alcuni capi scuola di origine pugliese. I virtuosistici mottetti di Gennaro Manna e le arie tratte dallo struggente Stabat Mater di Giacomo Sellitto si alternano a brani strumentali dal carattere vivace e brillante.

 

Programma della serata

Gennaro Manna (1715 – 1779) Tonantis Dextera Mottetto à Basso solo con Violini e Basso
Aniello Santangelo (XVIII sec.) Sinfonia in Fa maggiore 1. Allegro, 2. Andante, 3. Presto
Giacomo Sellitto (1701 – 1763) Arie à Alto solo dallo Stabat Mater 1. O quam tristis, 2. Fac me vere
Ferdinando Lizio (1728 – 1778) Concerto di Fagotto solo con Violini e Basso 1. Allegro, 2. Largo, 3. Allegro
Giacomo Sellitto (1701 – 1763) Arie à Basso solo dallo Stabat Mater 1. Quis est homo, 2. Inflammatus et accensus
Leonardo Ortensio Salvatore Leo (1694 – 1744) Concerto di Violoncello solo con Violini e Basso Andante Piacevole, 2. Allegro
Gennaro Manna (1715 – 1779) Cessat horrida procella Mottetto à Alto solo con Violini e Basso

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TERRA, ACQUA, ARIA, FUOCO

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Les Eléments è composto da musicisti che hanno partecipato a festival e rassegne in varie nazioni e hanno registrato, anche da solisti, per K617, Naïve, Opus 111, Tactus, Bongiovanni. Fin dalla sua fondazione il gruppo ha la sua guida artistica nel flautista Piero Cartosio. Hanno collaborato con Les Eléments Gabriella Costa, Elena Biscuola, Marianna Pizzolato, Giuseppe Maletto, Andreas Staier, Alfredo Bernardini, Alberto Grazzi, Alessandro Palmeri, contribuendo alla realizzazione di un vasto repertorio che comprende composizioni strumentali, serenate, cantate e opere dei più importanti autori del periodo barocco (Vivaldi, J.S. Bach, Telemann, F. Couperin, Händel, Purcell). Il gruppo dedica inoltre una particolare attenzione alla riscoperta e alla riproposta del patrimonio musicale di Alessandro Scarlatti, di cui ha, fra l’altro, realizzato la registrazione della Serenata Venere, Amore e Ragione, pubblicata in CD da “La Bottega Discantica” e accolta con entusiasmo dalla critica musicale (Il Venerdì di Repubblica, CD Classic Voice, Musica). Les Elements ha partecipato, anche con esecuzioni dal vivo, a trasmissioni di RaiRadioTre.

 

Programma della serata

Jacques-Martin Hotteterre “le Romain” (1674 – 1763) Triosonata in Re maggiore per due traversieri e basso continuo Prelude: Gravement – Courante: Légèrment – Grave – Gigue: Vivement
Jean-Henri d’Anglebert (1628 – 1691) Chaconne de Galatée da Aci e Galatea, Atto 2 scena 5 per cembalo solo
Charles Hurel (c1665–1692) Suite in sol Maggiore per tiorba sola
Jacques-Martin Hotteterre “le Romain” Triosonata in Sol minore per due traversieri e basso continuo
Prelude: Lentement – Fugue: Gay – Grave – Gigue: Vivement
Jacques-Martin Hotteterre “le Romain” Passacaille dalla Suite in Si minore per due traversieri senza basso
Jacques-Martin Hotteterre “le Romain” Triosonate Mi minore Gravement – Fugue: Gay – Grave – Gigue
Antoine Forqueray (1671 – 1745) Chaconne La Buisson per viola da gamba e b.c.
Hanry Purcell (1659 – 1695) Chaconne dall’opera Dioclesian
Tarquinio Merula (c.a. 1594 – 1665) Ciaccona per due flauti dolci e basso continuo

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I FLAUTI MAGICI

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Ensemble Estro Cromatico, il cui organico varia da tre a diciotto strumentisti, nasce nel 2000 a Milano dall’interesse dei suoi giovani musicisti verso la musica strumentale del Seicento e Settecento eseguita su strumenti storici. I suoi componenti, perfezionatisi con alcuni dei maggiori esponenti del concertismo europeo (fra gli altri Antonini, Memelsdorff, Onofri, Nasillo, Smith, Marcon), svolgono attività concertistica e collaborano con alcuni dei maggiori gruppi e solisti italiani e stranieri quali Il Giardino Armonico, Accademia Bizantina, Europa Galante, Ensemble Zefiro, Le Concert des Nations, Ensemble 415, Sergio Azzolini, Cecilia Bartoli, Giuliano Carmignola, John Elliot Gardiner e Jordi Savall.

L’ensemble è stato premiato al Concorso internazionale di musica da camera di Rovereto (2000) e al Concorso Telemann di Magdeburg (2001), entrambi presieduti da Gustav Leonhardt. L’ensemble è stato invitato ad esibirsi presso importanti stagioni musicali come Musica e Poesia a S. Maurizio, MilanoArteMusica, Milano Classica, Settimane Barocche (Brescia), Tage Alter Musik Regensburg, il Museo degli Strumenti musicali di Berlino, il Konzerthaus di Vienna, Berliner Tage für Alte Musik e il Konzerthaus di Berlino.

Il gruppo ha collaborato con importanti solisti quali il violinista Riccardo Minasi, il contraltista Roberto Balconi e le soprano Patrizia Cigna, Nuria Rial, Mária Hinojosa Montenegro, María Espada e Mária Zádori.

Estro Cromatico ha registrato quest’anno per Stradivarius il CD Son d’Amore, che propone le sonate per flauto dolce di G.F. Händel in un inedito confronto con trascrizioni strumentali di arie operistiche e concerti grossi dello stesso autore.

Programma della serata

Arcangelo Corelli (1653-1713) trascritto da Johann Christian Schickhardt (ca.1682-1762) – Concerto in Sol minoreOp.6 n.8 fatto per la Notte di Nataleper due flauti e b.c. (Londra, 1720) Vivace-Grave, Allegro, Adagio-Allegro-Adagio, Vivace, Allegro-Largo Pastorale
Heinrich Ignaz (1644-1704) – Sonata in Re minore L’Annunciazione dalle Sonate del Rosario (ca. 1678) trascrizione per arpa sola di F. Papadopoulos
Arcangelo Corelli – Sonata in Fa maggiore Op.V n.4 per flauto e b.c. (Londra, 1707) Adagio, Allegro, Vivace, Adagio, Allegro
Jacques-Martin Hotteterre “le Romain” (1674-1763) – Première Suitte in Re minore Op.4 per due flauti (Parigi, 1712) Gravement, Gay, Allemande, Rondeau tendre, Rondeau gay, Gigue, Passacaille
Georg Friedrich Händel – Concerto in Re minore per due flauti e b.c. Largo, Allegro, Musette, Allegro

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SALOTTO NAPOLETANO, dalla Villanella alla Canzone Napoletana

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Il canto napoletano è uno dei luoghi dove più si sciolgono i confini tra popolare e colto: dalle antologie cinquecentesche di villanelle, genere che coinvolse spesso musicisti del nord Europa, alla cosiddetta Canzone Classica napoletana, passando per le Commedie pe’ Musseca, vero laboratorio del melodramma barocco, o per i versi di innumerevoli poeti di lingua madre e non; la continuità è la lingua, l’idioma sul quale persino Gabriele D’Annunzio volle accettare la sfida di misurarsi. Ma il filo rosso, riconoscibile senza sforzo, è la musica, la scienza dell’armonia che ha continuato per secoli ad offrire alla dottrina accademica materiali inesauribili, lineari e sapienti allo stesso tempo.

Programma della serata

Anonimo sec. XVI – Villanella ch’all’acqua vai
Giovanni da Nola (Nola 1488 – Napoli 1558) –  Faccia mia bella
Antonio Scandello (?) (Bergamo 1517 – Dresda 1580) –  Voria che tu cantas’ una canzona
Giovan Tomaso di Maio (Napoli 1500 – 1563) –  Ho vist’ una marotta
Ernesto De Curtis (Napoli 1875 – 1937) –  Tu ca nun chiagne (elab. per chitarra di A.Diaz)
Michelangelo Faggioli (Napoli 1666 – 1733) –  ‘Sto paglietta presuntuso
Lenardo Leo (S. Vito dei Normanni 1694 – Napoli 1744) –  Pare che baa cantanno (da Le fente zingare)
Giovanni B. Pergolesi (Jesi 1710 – Pozzuoli 1736)-   Venerabilis barba inculta cappuccinorum
Santiago de Murcia (Madrid 1673 – 1739) –  Tarantella
Leonardo Vinci (Strongoli 1690 – Napoli 1730) – So’ le ssorva e le nespol’amare (da Lo cecato fauzo)
Domenico Cimarosa (Aversa 1749 – Venezia 1801) –  Mio Signor
Raffaele Sacco (?) (Napoli 1787 – 1872) –  I’ te voglio bene assaje
Pietro Labriola (Napoli 1820 – 1900) –  Lo Tuocco
Vincenzo Valente (Corigliano Calabro 1855 – Napoli 1921) –  Tarantella (testo di Edoardo Nicoardi)
Guglielmo Cottrau (Parigi 1797 – 1847) –  Michelemmà (elab. per chitarra di A.Diaz)
Francesco Paolo Tosti (Ortona 1846 – Roma 1916) –  ‘A Vucchella (testo di Gabriele D’Annunzio)
Francesco Paolo Tosti (Ortona 1846 – Roma 1916) –  Marechiare (testo di Salvatore Di Giacomo)
Mario Pilati (Napoli 1903- 1938) –  Tammurriata

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I NANI E LA LUNA – ad Oriente della Musica Antica

Buddhadev Das Gupta (1933) è un suonatore di sarod, tra i massimi esecutori ed esperti di musica indiana contemporanea. Ha iniziato a studiare il suo strumento in età molto tenera, sotto la guida del padre; ha alle spalle una intensa carriera di strumentista e conferenziere. Il titolo del suo concerto-lezione è ispirato alla sua autobiografia Bamaner Chandrasparshavilash (Il desiderio dei nani di toccare la luna).

in collaborazione con Sangeet Research Academy di Calcutta e ReMAOP – Rete dei Festival di Musica Antica ed Operistica di Puglia