Articoli su eventi, manifestazioni o produzioni raccolte nella pagina “Eventi e produzioni”

Strings and Malletts

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Musiche per violino e marimba

Esplorare nuove musiche e nuovi accostamenti timbrici è alla base del duo violino e marimba creato da Francesco D’Orazio e Filippo Lattanzi. Per questa formazione, apparentemente inusuale, esiste già un vasto e variegato repertorio scritto da compositori di tutti i continenti e di diverso approccio stilistico. In particolare in questo concerto verranno eseguiti Atlas Pumas della messicana Gabriela Ortiz e Figures in a Landscape del sudafricano Peter Klatzow, lavori molto lontani tra loro, ma di notevole impatto.
Il brano di Klatzow avvolge il pubblico in atmosfere oniriche sfruttando le diverse caratteristiche peculiari dei due strumenti, il canto del violino e il contrappunto della marimba, mentre Atlas Pumas è giocato su un virtuosistico e trascinante incastro di ritmi.
Apre il concerto l’unico lavoro classico del programma, la Sonata in la minore BWV 1015 di Johann Sebastian Bach, originariamente scritta per violino e clavicembalo, che, con l’uso della marimba, svela inediti rapporti timbrici. Completano il programma Sequenza VIII di Luciano Berio per violino solo, capolavoro della letteratura violinista del XX secolo, brano ricco di riferimenti alla musica di Bach e Paganini e l’affascinante Merlin dell’americano Andrew Thomas brano ispirato dalle avventure del mago Merlino alla corte di Re Artù.

VISITA GUIDATA, UN’ORA PRIMA DEL CONCERTO

Programma

Johann Sebastian BACH (1685-1750)
Sonata in la minore BWV 1015 per violino e marimba

Allegro assai
Andante un poco
Presto
Peter KLATZOW (1945)
Figures in a Landscape per violino e marimba (1984)
Andrew THOMAS (1939)
Merlin per marimba (1985)
Luciano BERIO (1925-2003)
Sequenza VIII per violino solo (1976)
Gabriela ORTIZ (1964)         
Atlas Pumas per violino e marimba (1996)
Vivo, energico e molto ritmico
Leggiero con fantasia
Vivo, energico e molto ritmico

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Francesco D’Orazio violino
Filippo Lattanzi marimba


MASTERCLASS con Enrico Baiano

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MASTERCLASS di clavicembalo, clavicordo e fortepiano
con Enrico Baiano

Il corso è rivolto a studenti di clavicembalo, pianoforte e organo (sia principianti che avanzati), e offre la rara opportunità di ascoltare e suonare, accanto al clavicembalo, anche due strumenti generalmente difficili da reperire: il clavicordo e il fortepiano del primo Settecento. Queste tre tastiere rappresentano il supporto ideale sia per l’approccio di base alle principali questioni di tecnica e di prassi esecutiva del Sei-Settecento, sia per il lavoro di approfondimento, scambio e discussione delle varie problematiche tecniche, stilistiche ed interpretative del repertorio.

Verranno affrontati i seguenti aspetti:
– coscienza e controllo del suono, con riferimento ai vari tocchi legati e staccati.
– analisi di eventuali problemi tecnici ed elaborazione di esercizi atti a superarli (si consiglia ai partecipanti di portare con sé alcuni fogli di carta pentagrammata);
– articolazione, fraseggio, accentuazione;
– ornamentazione ed eventualmente elaborazione di fioriture e variazioni per le ripetizioni;
– analisi formale, stilistica e retorica;
– individuazione dell’ambito espressivo di ciascun brano e delle diverse possibilità di interpretazione;
– agogica;
– criteri interpretativi.

Il repertorio è libero ma deve prevedere almeno un preludio e fuga dal Clavicembalo ben temperato. I principianti potranno presentare un repertorio libero.
I partecipanti effettivi potranno utilizzare per le lezioni i seguenti strumenti: clavicembalo, clavicordo e fortepiano.

Il costo per i partecipanti effettivi  è di 100 euro.

Gli uditori possono assistere alle lezioni con un biglietto giornaliero di 10 euro.

Per informazioni e iscrizioni
mail: gioacchino1961@gmail.com
cell.: +39 334 291 3041

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Looking For Bach

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TASTIERE BEN TEMPERATE

 Enrico Baiano clavicembalo, clavicordo e fortepiano

Sommo capolavoro di Bach, il Wohltemperierte Klavier è conosciuto in italiano come Clavicembalo ben temperato. In realtà la traduzione esatta è Tastiera ben temperata.
Bach, infatti, scrisse questi Preludi e le Fughe in tutte le tonalità pensando soprattutto al clavicembalo, ma è evidente che quel “Klavier” apra le porte ad esecuzioni su ogni strumento a tastiera.
E, infatti, Enrico Baiano, oggi considerato uno dei più completi ed interessanti interpreti sulla scena della musica antica per il suo approccio interpretativo nel quale si combinano sapientemente rigore storico-stilistico, libertà espressiva e grande virtuosismo, propone, dal libro primo del Clavicembalo ben temperato, una vasta selezione di Preludi e Fughe alternandosi al clavicembalo, al fortepiano e al clavicordo costruiti partendo da strumenti storici.
Il titolo di Clavicembalo ben temperato deriva dal proposito che Bach si prefiggeva di mostrare i vantaggi del “temperamento equabile”, cioè dell’accorgimento che sostituisce al sistema musicale pitagorico per quinte naturali, un sistema in cui l’ottava risulta divisa in dodici semitoni uguali.
Il primo libro fu completato nel 1722 durante il periodo di Köthen, come precisa l’autografo conservato nella Deutsche Staatsbibliothek di Berlino.
Baiano ne esegue alcuni estratti con la sua non comune capacità di sfruttare le risorse timbriche ed espressive dei vari strumenti, abilità che permette al musicista napoletano di realizzare crescendo, diminuendo, cantabilità ed effetti orchestrali rendendo ogni concerto un evento.

VISITA GUIDATA, UN’ORA PRIMA DEL CONCERTO

Programma

Johann Sebastian BACH (1685-1750)
Preludi e fughe dal Clavicembalo Ben Temperato,  Libro Primo

Preludio e fuga I in Do Maggiore BWV 846(1)

Preludio e fuga II in do minore BWV 847(2)
Preludio e fuga III in Do diesis Maggiore BWV 848(2)

Preludio e fuga IV in do diesis minore BWV 849(1)
Preludio e fuga X in mi minore BWV 855(1)

Preludio e fuga VII in Mi bemolle maggiore BWV 852(2)

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Preludio e fuga VI in re minore BWV 851(3)
Preludio e fuga XIV in fa diesis minore BWV 859(3)

Preludio e fuga XVIII in sol diesis minore BWV 863(1)
Preludio e fuga XIX in La Maggiore BWV 864(1)

Preludio e fuga VIII in re diesis minore BWV 853(2)
Preludio e fuga XV in Sol Maggiore BWV 884(2)

1 fortepiano costruito da Ugo Casiglia (Palermo), copia da Gottfried Silbermann 1749
2 clavicembalo costruito da Olivier Fadini (Parigi), ispirato a Etienne Blanchet 1733
3 clavicordo costruito da Ugo Casiglia, copia da Ernst Frederici 1748

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La Bella Monica

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Musiche del Tardo Rinascimento Italiano

Il Consort Antonio Il Verso prende il nome dal grande madrigalista vissuto tra il 1560 e il 1621, figura di riferimento del cosiddetto “manierismo” ed esponente di spicco della scuola polifonica siciliana. Si tratta di un ensemble ad organico variabile di Dulciane, fiati ad ancia doppia del Rinascimento ai quali, a seconda del repertorio, si affiancano percussioni, liuto, salterio, organo, cembalo, flauti e zampogne. L’attività artistica dei componenti del Consort si svolge da alcuni anni attraverso collaborazioni con gruppi specializzati nelle esecuzioni su strumenti d’epoca.

VISITA GUIDATA, UN’ORA PRIMA DEL CONCERTO

Programma

M. Praetorius
Quattro Balletti

A. Mudarra
Fantasia que contrahaze la arpa

T. Susato
Tre Danze

J. A. Dalza
Piva

Chardavoine
Jeune fillette

Böddecker
La Monica

T. Susato
Fagot

P. Phalèse
Due Allemande

J. A. Dalza
Tastar de corde e ricercare

H. Isaac
A la bataglia

C. Negri
Biancofiore

V. Fontana
Tre Canzoni

P. P. Borrono
Pavana e saltarello

P. Phalèse
Almande Lorayne

G. Mainerio
Ballo francese e saltarello

T. Arbeau
Bransle des lavandiers

F. Da Milano 
Ricercare

Ortiz
Recercada Primera
Recercada segunda

J. Moderne
Pavane e Gaillarde Ferrareze

F. Spinacino
Ricercare

G. Maineiro
Ungarescha e saltarello
Schiarazula  marazula

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CONSORT ANTONIO IL VERSO
Maurizio Barigione dulciana
Giovanni Battista Graziadio dulciana
Alessandro Nasello dulciana
Vincenzo Onida dulciana
Matteo Rabolini percussione
Giangiacomo Pinardi liuto


Viaggio In Italia

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Musiche di Giovanni Sollima e altri

L’idea di un quartetto non classico nasce alla fine del 2014, dagli intenti di Marcello De Francesco e Alfonso Mastrapasqua. Nel 2015 quell’idea, scaturita dopo i concerti pugliesi della primavera del 2014 di Jeremy Cohen (primo violino del Quartet San Francisco), prende corpo grazie all’adesione al progetto di Leo Gadaleta e Giovanni Astorino.
La fusione di diversissime esperienze musicali dei componenti (dall’ambito classico al jazz, dalle colonne sonore al pop, dal blues al rock) unitamente all’immediato affiatamento degli stessi ha fatto sì che il nome Alkèmia sintetizzasse la natura e lo spirito che sottende al repertorio ed al modus operandi di questo quartetto d’archi.
A maggio del 2016 effettuano i primi elettrizzanti concerti con lo stesso Jeremy Cohen, il quale esprime contestualmente il desiderio di voler registrare un cd con il gruppo.
Altro lavoro discografico in itinere è l’integrale delle musiche per quartetto d’archi di Giovanni Sollima, compositore che per natura ed estetica ispira i quattro musicisti unitamente alle star del jazz più acclamate nonché ai grandi compositori del genere, in una continua ricerca alchemica della panacea musicale.

VISITA GUIDATA, UN’ORA PRIMA DEL CONCERTO

Programma

Giovanni Sollima  
Sonnets et rondeaux
Federico II
Isola Ferdinandea

Miles Davis, Pantaleo Gadaleta
Blue in green

Oliver Nelson, David Balakrishnan  
Stolen moments

Danny Seidenberg   
Texas Rain
Snow what?

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ALKEMIA QUARTETT
Pantaleo Gadaleta violino primo
Marcello De Francesco violino secondo
Alfonso Mastrapasqua viola
Giovanni Astorino violoncello


I SUONI DEL CONCILIO

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Musiche italiane e francesi dei secoli XVII e XVIII

La Cappella Musicale Corradiana ci propone di percorrere il Cinquecento musicale romano nel tentativo di mostrare la metamorfosi del linguaggio, da Costanzo Festa (1485/90 – 1545) alla nascita dello stile concertato. Festa si pone quale trait d’union tra la scuola fiamminga e le nuove istanze della polifonia sacra romana codificate dal magistero palestriniano sotto l’influsso dei dettami del Concilio di Trento. Il programma, idealmente diviso in tre parti (la scuola fiamminga con Festa, Palestrina e la sua scuola, gli albori del barocco), consente di visualizzare sinotticamente quella metamorfosi, portandoci ad intravedere – con Giovanni Anerio e Giovanni Nanino – le estreme conseguenze della Seconda prattica monteverdiana dove la teoria degli affetti (la musica completamente al servizio del testo) mostra tutta la sua capacità espressiva.

VISITA GUIDATA, UN’ORA PRIMA DEL CONCERTO, A CURA DI Libera Università Domenico Guaccero

Programma

Antonio Magarelli (1978)
Non nobis Domine, mottetto a 4 vociCostanzo Festa (1485/90 – 1545)
Te Deum, inno a 4 e 8 vociCristobal de Morales (1500 – 1553)
O sacrum convivium, mottetto a 5 voci

Tomas Luis de Victoria (1548 – 1611)
Vere languores nostros, mottetto a 4 voci
Caligaverunt oculi mei, responsorio a 4 voci

G. Pierluigi da Palestrina (1525 ca. – 1594)
Sicut cervus (prima et secunda pars), mottetto a 4 voci
Viri galilaei (prima et secunda pars), mottetto a 6 voci
Laudate Dominum, mottetto a doppio coro

Paolo Quagliati (1555 ca. – 1628)
Toccata dell’Ottavo Tuono

Giovanni Francesco Anerio (1567-1630)
O quam suavis, mottetto a 2 canti, basso e b.c. (+ *)

Giovanni B. Nanino (1560 ca. – 1618)
Veni in hortum meum, mottetto per canto e b.c. (+)

Tomas Luis de Victoria
Dixit Dominus, salmo a doppio coro

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CAPPELLA MUSICALE CORRADIANA
Antonio Magarelli direttoreAnnamaria Bellocchio soprano +Ester Facchini soprano *Gianluca Borreggine basso *Gaetano Magarelli organo


I SUONI DEL CONCILIO

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Musiche italiane e francesi dei secoli XVII e XVIII

La Cappella Musicale Corradiana ci propone di percorrere il Cinquecento musicale romano nel tentativo di mostrare la metamorfosi del linguaggio, da Costanzo Festa (1485/90 – 1545) alla nascita dello stile concertato. Festa si pone quale trait d’union tra la scuola fiamminga e le nuove istanze della polifonia sacra romana codificate dal magistero palestriniano sotto l’influsso dei dettami del Concilio di Trento. Il programma, idealmente diviso in tre parti (la scuola fiamminga con Festa, Palestrina e la sua scuola, gli albori del barocco), consente di visualizzare sinotticamente quella metamorfosi, portandoci ad intravedere – con Giovanni Anerio e Giovanni Nanino – le estreme conseguenze della Seconda prattica monteverdiana dove la teoria degli affetti (la musica completamente al servizio del testo) mostra tutta la sua capacità espressiva.

VISITA GUIDATA, UN’ORA PRIMA DEL CONCERTO, A CURA DI Libera Università Domenico Guaccero

Programma

Antonio Magarelli (1978)
Non nobis Domine, mottetto a 4 voci

Costanzo Festa (1485/90 – 1545)
Te Deum, inno a 4 e 8 voci

Cristobal de Morales (1500 – 1553)
O sacrum convivium, mottetto a 5 voci

Tomas Luis de Victoria (1548 – 1611)
Vere languores nostros, mottetto a 4 voci
Caligaverunt oculi mei, responsorio a 4 voci

G. Pierluigi da Palestrina (1525 ca. – 1594)
Sicut cervus (prima et secunda pars), mottetto a 4 voci
Viri galilaei (prima et secunda pars), mottetto a 6 voci
Laudate Dominum, mottetto a doppio coro

Paolo Quagliati (1555 ca. – 1628)
Toccata dell’Ottavo Tuono

Giovanni Francesco Anerio (1567-1630)
O quam suavis, mottetto a 2 canti, basso e b.c. (+ *)

Giovanni B. Nanino (1560 ca. – 1618)
Veni in hortum meum, mottetto per canto e b.c. (+)

Tomas Luis de Victoria
Dixit Dominus, salmo a doppio coro

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CAPPELLA MUSICALE CORRADIANA
Antonio Magarelli direttoreAnnamaria Bellocchio soprano +Ester Facchini soprano *Gianluca Borreggine basso *Gaetano Magarelli organo


CHACONNE!

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Musiche italiane e francesi dei secoli XVII e XVIII

Chaconne! è un progetto dedicato a musiche francesi e italiane dei secoli XVII e XVIII composte su Ciaccona, Passacaglia e Folia.
Nell’eterna competizione tra queste due tradizioni musicali, la cosiddetta Era Barocca è probabilmente la più prolifica: centinaia di compositori hanno creato variazioni su questi ‘bassi ostinati’, contribuendo a sviluppare nuovi idiomi per strumenti come il flauto e la viola da gamba, oltre a completare quella moderna scienza dell’armonia che chiamiamo Basso Continuo.
L’Ensemble La Villa Barocca, già ospite in passato di Anima Mea nella sua formazione in trio, fondato e diretto dalla clavicembalista moscovita Anna Kuchina, suona per questo progetto insieme a tre musicisti italiani. Chaconne!, prodotto da Anima Mea Festival, sarà nel prossimo autunno in tournée in Ungheria e Russia, grazie al sostegno di Puglia Sounds.

Programma

Claudio Monteverdi
Ohimé ch’io cado, Venezia 1607
Geronimo Kapsberger
La Capona, Roma 1640
Giovanni Felice Sances
Usurpator Tiranno, Roma1633
Pietro Antonio Locatelli    
Sonata in sol maggiore, MS 1730
Antonio Vivaldi
All’ombra di sospetto, MS 1717
Jacques Duphly    
Chaconne, Parigi 1756
Jean Jacques Morel
Chaconne en Trio, Parigi 1703
André Campra
Arion, Parigi 1708
Marin Marais     
Couplets de Folies, Parigi 1701

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LA VILLA BAROCCA
Anna Khazanova mezzosoprano
Ekaterina Dryazzhina  traversiere
Gioacchino De Padova basso di viola
Claudio Mastrangelo basso di viola
Giuseppe Petrella tiorba
Anna Kuchina clavicembalo


DIALOGUE between a dancer and a cellist

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Musiche di Bach Ligeti Sculthorpe Dogru Lombardi Britten Jantsannarov

DIALOGUE è stato eseguito molte volte in Europa. E’ nato dalla collaborazione tra il danzatore Milou Nuyens, che nel 2005 aveva appena vinto il primo premio all’Eurovision Dancers Competition, e il violoncellista Detmar Leertouwer, che aveva già lavorato molto con la danza e che nell’adolescenza aveva ricevuto una formazione come ballerino classico. Attualmente la danzatrice dello spettacolo è Paola Ghidini, artista italiana trasferitasi da anni in Olanda.
Dall’idea embrionale del 2005, nata nell’isola di Foehr, nel nord della Germania, il progetto si è sviluppato con coreografie più elaborate e un nuovo set di musiche che inizia e termina con una melodia mongola: la performance inizia mentre il pubblico entra in sala, sistemandosi in circolo attorno agli esecutori, ascoltando quel lamento che tornerà trasfigurato nel corso dello spettacolo. Il resto delle musiche ha provenienze molto varie: dall’Australia di Sculthorpe, con l’imitazione del didgeridoo affidata alla scordatura del violoncello, al lamento per Stuart Challender, il direttore d’orchestra scomparso nel 1991, con il violoncello-malattia e la danzatrice-soccoritrice invano.
Ci sono poi brani più o meno noti del repertorio moderno per violoncello di vari autori, da Ligeti a Britten a Lombardi, e un altro brano danzato, di Selim Drogu, pianista dello spettacolo: Kuyu fu scritto sull’onda delle emozioni causate dal terribile terremoto che nel 2000 sconvolse la Turchia; inizia con l’evocazione dei segnali di chi invoca soccorso e accompagna la coreografia di Holder.

No man is an Iland, intire of itselfe;
every man is a peece of the Continent,
a part of the maine; if a Clod bee washed
away by the Sea, Europe is the lesse,
as well as if a Promontorie were,
as well as if a Manor of thy friends
or of thine owne were;
any mans death diminishes me,
because I am involved in Mankinde;
And therefore never send to know
for whom the bell tolls; It tolls for thee.

da Threnody
di John Donne (1572-1631)

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Paola Ghidini danza
Detmar Leertouwer violoncello
Selim Dogru pianoforte