Animamea 2013

Fare un festival che dura due settimane significa costruire una casa lungo un intero anno, con una fatica di molte persone che qui è difficile raccontare; e benchè alla quarta edizione non sia ancora tempo di bilanci, di certo si è consolidato un gruppo di lavoro che coltiva desideri comuni e cresce intorno a pratiche condivise.

Potremmo vantare il nostro ardire nell’aver portato a 10 il numero di concerti, in un momento di enormi difficoltà, soprattutto per gli enti pubblici, nel destinare alla musica risorse finanziarie sempre più ridotte. Preferiamo invece sottolineare i rapporti di fiducia che si sono stabiliti con le Amministrazioni, con i Comuni in primo luogo: al ‘capofila’
Molfetta si aggiunge per la seconda volta Acquaviva delle Fonti e per la prima volta Gioia del Colle. Ciascuna Città offre in danaro e in supporti quanto occorre per integrare il finanziamento FESR veicolato dalla Regione Puglia.

Il sostegno concreto che anche quest’anno ci viene offerto dalla Fondazione Valente è poi un vanto in sé, perche solo nelle sinergie pubblico-privato si può prospettare un modello virtuoso per lo spettacolo dal vivo. Ma la difficoltà maggiore per attività come Anima Mea non è finanziaria: è l’incertezza dei tempi e delle modalità di programmazione, che attanagliando i Comuni si trasmette alle attività di spettacolo e della musica in particolare, che ha bisogno più di altri di tempi adeguati per essere progettata. Su questo tema la vera novità di questi anni è Puglia Sounds, che incentiva l’internazionalizzazione, le reti di festival, le co-produzioni con soggetti extra regionali, cioè quegli elementi di sistema che ancora fanno la differenza tra l’Italia e l’Europa più dinamica e che rendono possibile la tanto evocata economia della cultura.

Anima Mea prova ad accettare la sfida: 3 co-produzioni con due dei festival di musica antica più prestigiosi d’Europa, ci permettono la presenza di gruppi e solisti di gran fama, ai quali come sempre affianchiamo altri ensemble che di sicuro lo diventeranno, avendo avviato la carriera in sedi internazionali di grandissimo livello. La scelta delle sedi è come sempre orientata dal suono: ogni musica abbia l’acustica che più le si addice ed anche quest’anno i concerti saranno occasioni per conoscere da vicino splendidi edifici sacri e laici, grazie alle visite guidate condotte dalla cooperativa FeArt di Molfetta e dall’ArcheoClub di Acquaviva.